PENSIERI SUL MARMO

In architettura, il ritorno prepotente della pietra naturale, in contrapposizione ai materiali ceramici, ha a che fare, piu che lo scontato ritorno alla natura in senso sociologico,con il desiderio di mistero ed emozione che la natura racchiude.
I materiali artificiali possono stupire, ma sono spiegabili.
La tecnologia avanza ma abbiamo meno interesse ad inoltrarci nel significato.
Ci spiegano che per sperimentare nuovi materiali e’ necessario studiare la nanotecnologia.
Preferiamo combinare e scombinare le cose naturali, vedere che alcuni materiali si deteriorano e sono bellissimi. Materiali naturali ibridi che nascono da strane associazioni e contengono quasi sempre elementi della memoria.
La natura e’ il vero fenomeno. Certe combinazioni di materia sono tanto perfette quanto inspiegabili.
“Non aver paura della perfezione. Non la raggiungerai mai”. Salvador Dali’
Il segreto e’ controllare la confusione, non eliminarla.

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Il fascino del marmo e’ nella storia millenaria.
Il termine marmo deriva dal greco antico marmairon con il significato di “risplendere”, e serviva ad indicare tra tutte le rocce, quelle lucidabili.
L’origine del termine e’ associata al bel marmo bianco Proconnesio dell ‘Isola di Marmara nel mare omonimo uno dei primi materiali antichi a essere stato tagliato a lastre ed esportato anche a Pompei, Roma e lungo il Danubio oltre a essere stata la pietra con cui venne costruita Costantinopoli.
E una curiosita’: Nella norma internazionale della pizza napoletana sta scritto a chiare lettere:
“La vera pizza napoletana si stende solo con abili movimenti delle mani su un piano di marmo coperto di farina”. Un caso limite dove il marmo non viene utilizzato per la sua “lucentezza”.
Con la globalizzazione siamo entrati in contatto con realta’ territoriali lontane che ci restituiscono materiali incredibili. Le cave in amazzonia, in Brasile, in India. Tutto in circolazione per creare combinazioni inedite.

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Ed e’ in corso il curioso spostamento del gusto, che predilige ora la naturalita’ piuttosto che la ricchezza puramente estetica. Oltre il lusso.
Piu’ l’oggetto e’ minimalista nella sua naturalezza,e piu’ acquisisce valore intrinseco.
Anche questo e’ un fenomeno sociale inarrestabile.
La diffusione dell’informazione ha portato le persone ad esigere maggior raffinatezza; una raffinatezza inconscia, indotta dal continuo innesto di informazioni visive patinate.
E’ il fenomeno della Massclusivity, cioe’ l’esigenza di trovare esclusivita’ all’interno di gruppi sociali similari.
In architettura il Marmo trova buona posizione in questo trend,.
Il nero Portoro e’ pazzesco nella ricchezza della dolce vena dorata, e alcune cave di Emperador con le sue tonalita’ miscelate del marrone, hanno un fascino irresistibile.
Poi gli onici e gli alabastri, derivazioni preziose dei marmi, che abbelliscono ambienti ed oggetti.

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Ho fatto sperimentazioni con il marmo negli spazi architettonici e mi sono divertito anche a sbagliare.
Il nero Marquinia, fantastico materiale per la vena bianca sul nero assoluto per esempio contiene grafite.
Mai usarlo per pavimentazioni in zone di traffico. Anche con i migliori trattamenti diventera’ opaco.
Ho avuto modo di scendere sotto qualche kilometro nelle cave sotterranee di Carrara.
Un freddo glaciale e un’esperienza indimenticabile.
Ho sentito pero’ dire che avanti di questo passo, e con questo ritmo di estrazione, tra dieci anni in Veneto la maggior parte delle cave saranno esaurite. Non ho elementi per giudicare. Posso solo dire, come sperimentatore di superfici, che e’ difficile resistere alla tentazione di usare il marmo in architettura, poiche’ rappresenta l’essenza stessa della costruzione.

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Maurizio Favetta

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